Luca Matti “Territori e futuro”

Luca Matti in esposizione  a Bratislava

Luca Matti in esposizione a Bratislava

Per la prima volta in Slovacchia le opere di Luca Matti sono visibili presso il Ministero della Cultura Slovacca nella personale “Territori e futuro”, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e Frittelli Arte Contemporanea nell’ambito della XII Settimana della lingua italiana nel mondo.

L’universo artistico di Luca Matti si compone di varie rivelazioni dominate dai chiari e dagli scuri, dal pieno e dal vuoto, dalla luce e della tenebra.

Bitume e olio su tela ma anche tubi di plastica, camere d’aria di pneumatici, creano territori industriali o post- industriali dove regna l’alienazione e l’essere umano, se presente, si muove solitario, respirando inquietudine.

Atmosfere che sembrano uscite da “1984” di George Orwell o da un Edward Hopper in versione cyberpunk, con individui che portano un fardello fisico e psichico, diretti verso chi sa dove.

Un mondo in bianco e nero, a volte visto dall’alto, analizzato attraverso città enormi, simili ad alveari, dove l’uomo si sente solo, anche se circondato da migliaia di altri simili.

Abituati come siamo allo sfolgorio delle luci, al colore, pensare in “bianco e nero” ci fa fermare, tornare indietro, ci rimanda ad un’epoca passata, ai televisori ingombranti con immagini bruscolose, ma anche a qualcosa di introspettivo, dove eliminato l’eccesso e le distrazione rimane l’essenziale, i perimetri, le strutture, le città antiche e perdute, oppure gli enormi agglomerati dove chi vive è un semplice numero, isolato dai ritmi della natura, prigioniero di un progresso sregolato.

Matti riesce a concretizzare il senso di estraneità dell’uomo moderno, togliendo il volume alla quotidianità, smorzando i toni, con le sue opere intraprende un viaggio in una dimensione dove si provano sensazioni tipiche di alcuni sogni dove anche di fronte a pericoli mostruosi non si riesce ad emettere neanche grido.

Alcune delle opere esposte a Bratislava rimandano ai vortici del Balla, alla “Città che sale” di Boccioni o alle periferie del Sironi dove palazzi enormi e tendenzialmente simili sono anche una riflessione sull’edificazione selvaggia che affligge tanti parti del mondo, dove torri di cemento e acciaio sono simboli di una crescita arrogante e smisurata.

Le opere del Matti sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Collezione Farnesina Experimenta, esposta presso il Ministero degli Affari Esteri a Roma.

http://www.iicbratislava.esteri.it/IIC_Bratislava/webform/SchedaEvento.aspx?id=562&citta=Bratislava

(testo Marco Ge

Dal 24/10 al 10/11 2012

di admin
Published on: settembre 25, 2012
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